"Due persone unite così profondamente come una madre e un figlio non si separano mai veramente, neanche con la morte."
-Rita Rudner-
Lettera fuori dalla porta della stanza di Yuna, scritta su pergamena in calligrafia minuta e antica, legata con un nastro di raso scarlatto a una rosa nera.
Piccola Yuna,
[...]
Sarai felice.
Io non lo sono, e credo che non potrò esserlo mai più. Me lo porteranno via, lo sai? La mia creatura perfetta, come tu l’hai definita, non è passata inosservata all’Oscuro. Astaroth è un elemento troppo prezioso perché Manuel possa lasciarselo sfuggire. Sangue purissimo, vampiro e demone d’ombra, generato da una Regina fra i dieci che si elevano al massimo grado delle gerarchie demoniache, e dal Comandante più fedele e valoroso delle truppe infernali. Perfetto. Astaroth è perfetto per prendere il posto lasciato vacante dal padre. Mio figlio comanderà l’esercito dell’Oscuro. Mi verrà strappato, e non lo rivedrò mai più. Affronterà guerre sanguinose, sterminerà truppe e innocenti con freddezza, torturerà con piacere e violenza inaudita. Uccidere per non essere ucciso, la prima regola di un buon soldato. Uccidere per il piacere di farlo e di lasciare un segno nella storia della lotta fra Male e Bene, la prima regola di un buon comandante.
Non è il destino che avevo immaginato per lui, sai? Perché anche il migliore può cadere sotto i colpi nemici. Ed io, come madre, non posso nemmeno immaginare che mio figlio possa…essere sconfitto, e morire.
Ed ora sono qui, a cullare una carrozzina che fra qualche giorno rimarrà vuota, ad accarezzare una testolina bionda come se ogni secondo potesse essere l’ultimo, a perdermi in un paio di occhi verdi che forse nemmeno serberanno il ricordo di quelli materni a cui tanto sono simili. L’Oscuro salirà a Return e me lo porterà via, uno di questi giorni, senza preavviso. Lucas non è al mio fianco, non c’è mai, e mentre io mi aggrappo ad ogni minuto trascorso con mio figlio nell’illusione di poterne conservare sulla mia pelle il suo profumo e nella mia mente il suono della sua voce sottile, lui pare sprecare quelle poche ore in cui ci degna della sua presenza ad istruirlo fin da ora all’obbedienza e alla disciplina. Me lo porteranno via, e con lui se ne andrà per sempre anche una parte di me. E di Astaroth mi rimarrà solo un pipistrello di pelouche senza ali, qualche vestitino che nemmeno ha fatto in tempo a mettere, e il rimpianto di aver sprecato troppo tempo a detestarlo per il semplice fatto di non essere frutto di una mia scelta.
Goditi l’attesa, piccola Yuna, senza badare a chi tenterà di instillarti dubbi e tormenti: vivi ogni giorno stupendoti anche delle minuscole novità, sorridi di fronte allo specchio quando vedrai il tuo corpo cambiare in funzione della tua creatura, invita Logan ad accarezzare il tuo ventre, parla con tuo figlio senza timore di apparire sciocca, procurati una scorta di biscotti al cioccolato anche se non dovessero piacerti, non vergognarti di poter essere chiamata madre, come il tuo compagno non si vergognerà di definirsi padre.
Sii felice, piccola Yuna, perché tu potrai esserlo. E quando tua figlia ti chiamerà mamma, ti sembrerà che il cuore voglia scoppiare. Ma stà tranquilla. La gioia aiuta a vivere. Solo di dolore si può morire.

Background shot took in Second Life, in Brackish : SLurl slurl.com/secondlife/Brackish/129/225/26
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