A volte senza motivo, qualcosa riapre le ferite che pensavamo si fossero chiuse per sempre.
Passiamo mesi a cancellare, cancellare, cancellare un dolore che vorremmo allontanare per sempre.
Un dolore che ci ha umiliati.
Un dolore di cui ci siamo vergognati.
Ed è così facile riaprire quella voragine e affogare ancora.
Una parola
Una canzone
Poche righe scritte su un quaderno.
Poche parole sussurrate all'orecchio che tornano a far capolino nella nostra testa e distruggono un muro di illusioni che abbiam faticosamente costruito per ripararci da quel dolore.
Perchè non è mai facile imparare a dar fiducia.
Non è mai facile decidere di donare il proprio cuore nelle mani maldestre di chi più di una volta l'ha ferito.
MANEGGIARE CON CAUTELA
Forse dovevano stamparcelo sopra. Marchiarlo a fuoco.
Forse avevo bisogno delle istruzioni per l'uso.
Forse della data di scadenza.
Forse dovevo averne più cura.
L'errore sta li. Nel ricordare i momenti piacevoli.
Il dolore, quello arriva dopo.
Non è sano pensarlo.
Ma il crogiolarsi in una melodia familiare. Ascoltare note già sentite mentre la nostra anima veniva cullata dalle braccia di colui che diceva di amarci.
Risentire quel profumo. Rivedere quei colori. L'aria fredda che entra dalla finestra ad ottobre. Un film guardato in lingua straniera.
Gli amici, le passioni, le voci, i ricordi, Cadere di nuovo nell'abisso del rimpianto.
Della mancanza.
L'abbandono, di nuovo, come un rasoio sulla pelle. Dritto nel cuore.
Distruggere ogni ricordo.
Distruggere ogni parola.
Cancellare dal mondo ogni traccia del tuo passaggio.
Salvare questo cuore che non smette di sanguinare.