"A volte sento il bisogno di guardare il mare. Fumare dei Lovers X e starmene immobile." Labelle è al telefono e sono le 27.30. "Dove abita mia madre c'è il mare e quando sono da lei il mio tempo lo passo sulla riva fumando Lovers X."
"Cosa fai per vivere, Labelle?" Classico, lo so, ma la curiosità è mia sorella.
"Se ti dicessi che sono un'ultraputtana da night-club cosa penseresti... eh, Misty?"
"Adesso dalla mia finestra preferita posso vedere la porta del palazzo davanti aperta, la quarta porta, sulla soglia c'è un uomo, ben vestito, bel viso, forse 70 anni, forse nonno, maglione nero, guarda fuori la gente passare come nei migliori paesi di campagna, osserva tutto seduto sopra una quattro ruote del cazzo, vicino a lui c'è un'altra persona, molto più giovane, strano sorriso, testa leggermente piegata, riga da una parte... hai presente Mongoloid dei Devo?"
"Misty, che cazzo c'entra tutto questo con il fatto che sono un'ultraputtana che fa marchette da millenni e si fa scopare da chiunque ne abbia voglia, e a volte fa del battage gratuito solo perché vuole sentirsi qualcuno addosso, sai tutte quelle stronzate sul senso di protezione, sulla solitudine e ancora, ancora..."
"Mi piacciono le ultraputtane e poi già lo sapevo. Chi si vende ha sempre criceti in casa e limoni come i tuoi, e comunque mi va un'amica come te, e l'altra notte mi è piaciuto dormirti vicino, e balli divinamente sotto la pioggia."
"Ti parlavo del mare. Lo hai mai bevuto?"
"Involontariamente sì."
"Hai mai bevuto cose da non bere?"
"Ho già risposto, solo involontariamente."
"L'acqua del mare sa di terra quando la mia bocca ne è piena e so che sarà così... sarà così quando morirò, sarà come avere la bocca piena di mare.
"Labelle..."
"Si, Misty?"
"Promettimi che in tutti i temporali mi terrai con te e ballerai per me sotto la pioggia, e se me ne andrò da qua o te ne andrai tu nei temporali più incazzati ci cercheremo... ok?"
"Ok, Misty..."
Isabella Santacroce - Destroy