Non avrei dovuto rimanere là. Sapevo che la cosa migliore sarebbe stata quella di andarmene, di evitare di rimanere da sola con lui.
Eppure tutto il mio corpo mandava segnali che m’imponevano di fare l’opposto. Le mie gambe erano incapaci di trovare la strada per la “via di fuga”, le mi braccia non erano in grado di allontanarlo da me, anzi, lottavano per farmi tenere stretta a lui il più possibile. Il mio corpo fremeva, tremava sotto la lieve pressione dei polpastrelli delle sue dita sul mio viso, fra i miei capelli.
Benchè nella mia testa quella vocina lontana continuava a ripetermi “Vattene, Dee, scappa! Non sai nulla di lui, è un ragazzo comparso all’improvviso, venuto da chissà quale mondo, a importunare la tua monotona e ordinaria vita di tutti i giorni.”, lo stomaco continuava a rivoltarsi sottosopra. Più lo fissavo nei suoi splendidi occhi di ghiaccio e più la fitta alla pancia si faceva forte, la testa girava per conto suo e un brivido mi correva lungo la schiena, salendo sempre di più man mano che il suo viso si avvicinava al mio.
“Corri, Dee, cor..” silenzio.
Le sue braccia mi cingevano la vita in una stretta forte ma anche dolce e rassicurante e protettiva. Le sue labbra erano appoggiate sulle mie in un bacio così caldo da riuscire a sciogliere qualsiasi dubbio nei suoi confronti. Non m’importava chi o cosa fosse, da dove veniva, cosa avesse fatto nella sua vita passata, né, ancora, quanto sarebbe durata. L’unica cosa che contava era che noi due eravamo lì assieme, persi nell’assordante silenzio di un bacio.
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Pic and text inspired by ( Whisper ) Lament (Maggie Stiefvater)
E questa è la mia versione di Luke e Deirdre