Esausta piego il corpo,
un corvo dal becco appuntito
penetra fino a raggiungere
il pavido cuore.
Maledetto…
Ho pregato
che venisse in soccorso,
la silenziosa quiete.
Ahimè…come risposta:
una spina infuocata sta estirpando
fino all’ultimo brandello vitale.
Ora dentro me,
non scorre più sangue vivo
e non ho più:
Pace…
Pazienza…
Casa…
Ma, dalla mia bocca
non escono solo singhiozzi imploranti,
ma anche un urlo di sfida.
Non creperò ascoltando
solo il male del mio male,
Accolgo…
Ascolto..
Sputo un combattente basta…
Ora decido io del mio corpo.
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